“Tra luna e marea” Elena Grimaldi e Marco Sabatini

10/03/2016 da vittorialices

 

 

 

Sabatino Di Giuliano

Sabatino Di Giuliano

 

 

 

Sognavo qualcuno che mi somigliasse. C’erano solo i tempi sbagliati. Io tornavo, lui partiva”

Elena Grimaldi

“Ho scommesso sull’anima. Espio la mia colpa nel girone delle parole perdute negli sguardi.”

Marco Sabatini

 

 

 

 

Tra luna e marea

Ci si saluta sull’uscio di casa.
Ogni sera infilo nella sua cassetta della posta una poesia, senza firmarmi. E ogni mattina ne trovo una nella mia, scritta su pezzi di carta qualsiasi, su pagine di quaderno o fogli recuperati al volo, perché la necessità di donare emozioni non segue righe. Le conservo tutte, aspettando uno sguardo diverso che mi faccia smettere di tagliare le stelle con le dita ogni notte che verrà. Albeggia. Il primo pensiero è per lei, per le sue parole che disegnano immagini, per quelle immagini che sfuggono alle parole che le esprimono, occupando con precisione un posto nel piccolo cosmo che è solo nostro. Metto a fare il caffè mentre prendo la penna. E’ facile scrivere di lei: chiudo gli occhi e lascio che la mano corra alle curve del viso, a rubare i suoni inutili e rotondi delle vocali, e che la memoria recuperi dagli occhi i suoni delle consonanti pure, che al tutto danno un senso duro e definito. Il caffè è pronto e anche io lo sono. Nella cassetta della posta una nuova lettera. Stesso profumo, stessa calligrafia. Il fluire delle parole è un fiume che forza nuovi argini, che tenta nuove vie per tuffarsi in un mare che appare ancora così lontano. La ripiego e al suo posto metto la mia. Parole disomogenee eppure simili alle sue, come asimmetrici coriandoli di stelle per la nuova notte che verrà.

Primo classificato alla Sintogara "Conosco di me ciò che so di te - Aperture a confronto"

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